

49. Strategia e tattica dell'armata rossa.

Da: Ho Kan-chih, La strategia della guerriglia contadina, in La
rivoluzione cinese, a cura di E. Collotti Pischel, G. D'Anna,
Messina-Firenze, 1973.

La violenta repressione alla quale i comunisti cinesi vennero
sottoposti a partire dal 1927 da parte di Chiang Kai-shek e il
sostegno a questo offerto dalle potenze straniere spinsero Mao Tse-
tung alla elaborazione di una nuova strategia. Egli si convinse
infatti che la guerra rivoluzionaria non avrebbe conseguito il
successo sperato, se non attraverso lo smantellamento delle
strutture sociali sulle quali si fondava il potere della classe
dominante cinese, e che per questo sarebbe stata necessaria una
lotta di lunga durata con il coinvolgimento delle masse contadine.
Strumento fondamentale di tale strategia fu l'armata rossa, che,
come ricorda nel seguente passo lo storico cinese Ho Kan-chih, era
sottoposta al controllo del partito e non doveva solo combattere,
ma anche svolgere un'azione di propaganda politica.


La formazione delle basi rivoluzionarie fu resa possibile dalla
vittoria nella lotta armata. Questa a sua volta presupponeva un
esercito popolare rivoluzionario diverso da qualsiasi esercito di
vecchio tipo: una forza armata siffatta doveva combattere in base
ad una corretta strategia e ad un'adeguata tattica. I princpi
fondamentali della formazione, della strategia e della tattica
dell'Armata rossa furono formulati in modo sistematico e
complessivo dal compagno Mao Tse-tung in questo periodo. L'Armata
rossa doveva essere diretta dall'ideologia proletaria, servire la
lotta del popolo e contribuire alla costruzione delle basi rosse.
In conformit con tale teoria, la direzione del partito
sull'Armata rossa doveva essere assicurata sia dal punto di vista
organizzativo, sia da quello politico ed ideologico. Nel creare le
organizzazioni del partito ai vari livelli e nell'attuare il
sistema dei commissari politici, il partito avrebbe esercitato
tale direzione ed avrebbe di conseguenza messo l'Armata rossa in
grado di portare avanti risolutamente i programmi e le direttive
politiche del partito stesso. Nel medesimo tempo, era necessario
introdurre e rafforzare tra i soldati il lavoro politico il cui
compito consisteva nell'educarli facendo loro comprendere a fondo
i programmi e le direttive del partito, nel combattere le idee non
proletarie esistenti tra loro e nell'elevare la loro coscienza
ideologica marxista-leninista nonch il loro spirito combattivo.
Sempre in linea con questa teoria, i contadini dovevano costituire
la forza sulla quale fondare la guerra rivoluzionaria. Si doveva
formare un esercito la cui spina dorsale fosse costituita da
contadini e si dovevano creare basi rivoluzionarie nei distretti
rurali, per combattere una guerra di guerriglia con carattere di
massa. Quindi l'Armata rossa non doveva limitarsi a combattere.
Doveva assumersi compiti quali il lavoro di agitazione tra le
masse, al fine di organizzarle, armarle, aiutarle a costituire il
potere rivoluzionario ed a costruire il partito. L'altro compito
fondamentale era quello di raccogliere fondi. Combattere, lavorare
tra le masse e raccogliere fondi: questi tre compiti dell'Armata
rossa costituivano un'unit inscindibile. Inoltre l'Armata rossa
doveva adoperarsi perch fossero assicurati corretti rapporti tra
organi politici e militari, tra esercito e popolo, tra comandanti
e soldati. L'Armata rossa doveva anche avere una politica che le
consentisse di sgretolare i ranghi del nemico e di acquisire alle
proprie posizioni i prigionieri di guerra.
Mao Tse-tung mise in luce le seguenti quattro caratteristiche
della situazione nella quale si sviluppava la guerra
rivoluzionaria in Cina: 1) un grande paese, a carattere
semicoloniale, sottosviluppato sia economicamente, sia
politicamente, passato da poco attraverso una grande rivoluzione;
2) un nemico superiore in forze; 3) un'Armata rossa debole e
ridotta; 4) la presenza del partito comunista in posizione di
guida e lo sviluppo della rivoluzione agraria. Queste
caratteristiche determinavano da un lato la possibilit per
l'Armata rossa di svilupparsi e di sconfiggere in definitiva il
nemico e dall'altro l'impossibilit per l'Armata rossa di
svilupparsi velocemente e di sconfiggere subito il nemico: questi
condizionamenti presentavano anche la possibilit di una disfatta
qualora tali problemi fossero stati affrontati in modo erroneo. I
princpi fondamentali di strategia e tattica portavano quindi ad
appoggiarsi sulle masse per attuare una guerra di popolo, ad
adottare una tattica partigiana con carattere di guerriglia mobile
quale principale forma di lotta armata, ad impostare
necessariamente da un punto di vista strategico una guerra di
lunga durata ed a condurre invece dal punto di vista tattico una
serie di rapidi attacchi, secondo il principio per cui 
possibile, in una prospettiva strategica generale, che i pochi
battano i molti, mentre nelle singole operazioni tattiche molti
guerriglieri devono essere concentrati per battere pochi nemici.
Il nemico era infatti superiore in numero e molto forte, ma
estraneo ed avverso alle masse, mentre l'Armata rossa era debole e
ridotta in numero ma in stretto contatto con le masse. In queste
condizioni, l'esistenza, lo sviluppo ulteriore e la vittoria
dell'Armata rossa sarebbero stati esclusi a priori qualora essa
non avesse pienamente sfruttato le debolezze del nemico ed i
propri vantaggi. Quindi, per sconfiggere il nemico pi forte,
l'Armata rossa doveva impegnarsi in una guerra di popolo nella
quale il grosso dell'esercito agisse in modo coordinato con le
unit locali, l'esercito regolare con i contingenti di guerriglia
e la milizia popolare e le masse armate con quelle disarmate.
[...] Dal momento che la forza dell'Armata rossa era inferiore a
quella del nemico, una vittoria immediata era impensabile. Fu
quindi necessario portare avanti una strategia di lunga durata per
rovesciare gradualmente il rapporto di forze. Il principio della
direzione tattica ed operativa era tuttavia l'opposto: dal punto
di vista tattico non si doveva agire in una prospettiva di lunga
durata, bens di decisione immediata. [...].
L'idea fondamentale del compagno Mao Tse-tung nel costituire il
regime rosso era di impegnarsi in una guerra di lunga durata con
la creazione di basi rivoluzionarie nelle zone rurali sotto la
direzione del proletariato. Una volta forte, l'Armata rossa si
sarebbe poi mossa dalle zone rurali ad accerchiare le citt in
modo da portare alla vittoria finale la rivoluzione nell'intero
paese. Il compagno Mao Tse-tung rifiutava la tesi (basata sul
convincimento che il momento per una rivoluzione nell'intero paese
fosse gi arrivato), per cui sarebbe stato possibile ottenere un
consenso generalizzato delle masse prima della costituzione di un
potere rivoluzionario, in altre parole la tesi per cui sarebbe
stato possibile [prima della vittoria della guerriglia]
organizzare le masse per una rivolta armata in tutto il paese e
costituire cos un governo nazionale rivoluzionario. Questa teoria
errata nasceva principalmente dall'incapacit di comprendere il
fatto che la Cina era allora un paese semicoloniale conteso da
molte potenze straniere. Il compagno Mao Tse-tung considerava il
regime rosso come l'espressione pi alta della lotta dei contadini
sotto la direzione del proletariato in una semicolonia, e il
fattore determinante nell'accelerare lo sviluppo di un'ondata
rivoluzionaria nell'intero paese. Nell'articolo intitolato Una
scintilla pu dar fuoco a tutta la prateria, egli formul
chiaramente questo punto: Solo cos avremo la fiducia delle masse
rivoluzionarie nell'intero paese, cos come l'Unione Sovietica
l'ha nel mondo intero. Solo cos creeremo difficolt enormi alle
classi dominanti e reazionarie, scuoteremo le loro fondamenta e
affretteremo la loro disintegrazione interna. E solo cos saremo
in grado di creare un'Armata rossa che diverr la nostra arma
fondamentale nella grande rivoluzione che si annuncia. In breve,
solo cos possiamo accelerare l'ondata rivoluzionaria .
